di Andrea Ilari

Il 17 novembre 2023 sono stati celebrati i 100 anni del CNR. Il CNR, Consiglio Nazionale di Ricerche, il più grande ente di ricerca italiano dove lavorano più di 8000 persone, fu istituito ed eretto ad Ente morale 100 anni fa, con il Regio Decreto n. 2895, promulgato da Vittorio Emanuele III il 18 novembre 1923. La sua creazione fu fortemente voluta dagli accademici dei lincei per finanziare e far crescere la ricerca italiana. Il suo primo presidente fu Vito Volterra illustre matematico e soprattutto un uomo di grande dignità, uno degli undici accademici italiani che si rifiutò di aderire al fascismo e per questo fu espulso dall’Accademia dei Lincei e poi dal CNR dove fu sostituito da Guglielmo Marconi.

Dopo i saluti della presidente Maria Chiara Carrozza sono intervenuti Adolfo D’Urso, ministro delle imprese e del made in Italy, Anna Maria Bernini, Ministro dell’università e ricerca che hanno tessuto le lodi dell’Ente e dei suoi ricercatori. La Bernini si è poi vantata dell’aumento di poche decine di milioni di euro del finanziamento ordinario dell’Ente (tra l’ altro stanziati dal precedente governo), mostrando di non aver compreso che per rilanciare la ricerca ci vuole ben altro. Come ha detto infatti Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica, il finanziamento della ricerca in Italia è ben al di sotto della media Europea e molto al di sotto rispetto a paesi come la Francia, la Germania e l’Inghilterra.  l’Italia poi spende pochissimo per la ricerca di base che è quella che determina i veri progressi della conoscenza e senza cui non si può fare la ricerca applicata. Parisi ha chiesto quindi tra gli applausi dei ricercatori presenti un aumento sostanziale del finanziamento alla ricerca di cui necessita il paese per essere competitivo.

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