di Marco Bigerni
Il 2024 si apre con brutte notizie per i lavoratori del distretto ceramico di Civita Castellana: diverse aziende, infatti, hanno fatto richiesta di cassa integrazione per un totale, fino ad ora, di 100 operai e altre aziende, purtroppo, seguiranno questo esempio.
Il 2022 aveva fatto registrare incrementi importanti nelle vendite che però, già nel 2023, hanno subito un importante calo: l’economia di guerra, le sanzioni alla Russia, la sospensione dei bonus edilizi ed in generale l’aumento del costo della vita hanno contribuito in maniera devastante a questa crisi del mercato.
A farne le spese sono, come sempre, gli operai che nei periodi di espansione economica non hanno ricevuto nulla, mentre in tempo di crisi sono i primi a rimetterci.
La cassa integrazione per molte aziende si è resa necessaria, a loro dire, perchè i magazzini sono pieni, situazione dovuta anche e soprattutto alla sovrapproduzione e alla richiesta di turni extra e straordinari: per questo crediamo sia necessario continuare a lavorare sul salario minimo (perché un operaio, se guadagnasse il giusto, non avrebbe bisogno di fare straordinari) e sull’abolizione del jobs act, che ha introdotto contratti a breve termine che non danno garanzie né economiche né occupazionali ai lavoratori
