I cittadini di Casal Selce—-
Casal Selce Roma: Biodigestore continuano le proteste dei Comitati – Oggi la protesta degli ombrelloni. I lavori per la realizzazione del biodigestore a Casal Selce sono iniziati nonostante il giudizio sia ancora pendente innanzi al Consiglio di Stato con udienza fissata a dicembre prossimo.
La situazione, tuttavia, si fa sempre più tesa a seguito della forzatura ferragostana del sindaco Gualtieri che ha sollevato nei cittadini forti polemiche e accuse di arroganza politica.
Questa mossa viene interpretata come un ulteriore segnale di poca trasparenza e di una gestione opaca. Oggi i cittadini di Casal Selce si sono mobilitati andando sul sito del biodigestore.
Si sono presentati con ombrelloni, quale simbolo della protesta. Dichiarando che, come gli ombrelloni, ci proteggono dal sole, oggi noi ci dobbiamo proteggere dal biodigestore! Dobbiamo in tutti i modi proteggere la nostra salute e la vita stessa!!!
Il sindaco ha decretato l’immissione nel possesso dei terreni nei confronti di AMA proprio durante la settimana di Ferragosto. E proprio in questi giorni AMA ha iniziato i lavori di scavo. Un atto che molti residenti ed i comitati di quartiere definiscono un vero e proprio affronto, non solo nei confronti della comunità locale, ma soprattutto verso le istituzioni giudiziarie in quanto il Consiglio di Stato, nei fatti, deve ancora esprimersi sulla legittimità dell’area dove dovrebbe sorgere l’impianto.
L’azione di Gualtieri viene percepita come un palese atto di disprezzo per il percorso democratico, ma soprattutto disprezzo e noncuranza nei confronti della magistratura.
I cittadini di Casal Selce, molti dei quali vivono a soli 90 metri dall’area designata, esprimono una profonda preoccupazione per la loro salute e sicurezza. L’impianto produrrà gas metano altamente esplosivo, e le case e le scuole sono davvero troppo vicine all’impianto, violando tutte le normative italiane e comunitarie sulle distanze e sulla sicurezza.
Si teme che la fretta di procedere senza attendere il verdetto del Consiglio di Stato possa portare a conseguenze drammatiche, trasformando un potenziale incidente in una strage annunciata. Un evento evitabile e prevedibile che potrebbe configurarsi in caso di incidente addirittura doloso a causa della negligenza di Gualtieri nel non voler esaminare le 31 aree proposte alternative dove costruire l’impianto in totale sicurezza e soprattutto lontano dalle abitazioni.
Le accuse mosse a Gualtieri e alla sua azione sono pesanti: si parla di mancanza di rispetto per le istituzioni giurisdizionali e di un atteggiamento di disinteresse totale verso la salute dei cittadini.
La comunità di Casal Selce, già in allarme, è ora ancora più determinata a opporsi a un progetto che, a loro avviso, non solo è pericoloso, ma è stato imposto con metodi che ignorano il principio di legalità e lede il diritto alla salute delle persone. Gualtieri viene ormai percepito come il tiranno di Roma. La vicenda si prospetta come un lungo braccio di ferro tra il Commissario e i cittadini, con il Consiglio di Stato chiamato a svolgere un ruolo cruciale per dirimere la questione e riportare giustizia e legalità.
Il Consiglio di Stato è chiamato a esaminare non solo la legittimità complessiva del progetto, ma anche specifiche violazioni normative. In particolare, si sottolinea la violazione dei regolamenti europei per cui è stata posta la pregiudiziale europea in quanto questi Regolamenti sono leggi obbligatorie e subito attuative per gli stati membri, e nel caso di specie proibiscono la costruzione di impianti industriali su terreni seminativi così vicini alle case.
L’area individuata a Casal Selce, infatti, rientra in questa categoria, rendendo la scelta del sito inidonea. La scelta del sindaco viene inoltre vista anche come uno sperpero di denaro pubblico ingiustificato, avendo deciso di spendere circa 1 milione di euro dei cittadini romani per l’acquisizione dell’area, dal momento che si dispone già di terreni di proprietà del Comune quali soluzioni valide ed economiche ma soprattutto sicure per la popolazione.
La Corte dei Conti dovrà valutare anche questa fattispecie. L’episodio si aggiunge al lungo elenco di prevaricazioni, alimentando il sospetto che l’amministrazione voglia accelerare i passaggi decisivi in modo poco visibile, approfittando del periodo ferragostano per evitare la mobilitazione e il controllo dei cittadini.
In definitiva le accuse verso Gualtieri sono pesanti: si parla di “mancanza di rispetto per le istituzioni” e di un atteggiamento che ignora la salute e il benessere dei cittadini. Si auspica che la Corte dei Conti, oltre al Consiglio di Stato, si pronunci su queste decisioni, prendendo in considerazione l’arroganza dimostrata nel non rispettare le procedure legali e l’interesse pubblico e la tutela della salute dei cittadini che vivrebbero praticamente dentro l’impianto.
La palla è ora nelle mani dei giudici, che dovranno dirimere una questione che, oltre a essere una battaglia legale, è diventata una questione di sopravvivenza di ferro tra l’amministrazione e i suoi cittadini considerata l’alta pericolosità dell’impianto di produzione di gas da rifiuti.
