di Loredana Fraleone—-
La lettera aperta, che il gruppo sanità del PRC sta inviando a tutti i sindaci e per conoscenza ai consiglieri comunali della Tuscia, ha lo scopo innanzitutto di richiamarli ai propri doveri istituzionali di tutori della salute dei cittadini dei quali dovrebbero essere rappresentanti, ma anche quello, forse ancora più importante oggi, di sollecitarli ad assumere un ruolo vertenziale nei confronti delle istituzioni superiori: Regione e governo.
In un contesto di crisi economica crescente, che è stata gestita negli ultimi anni dai governi di tutti i colori con politiche di “austerità” e tagli alla spesa sociale, anche gli Enti Locali sono stati oggetto di pesanti riduzioni di risorse, che si sono riversate sui servizi di loro competenza da fornire ai propri cittadini.
Tale situazione è destinata ad aggravarsi stanti le conseguenze, oltre alla spesa sempre più ingente destinata alle armi, della scellerata guerra in Medio Oriente, di cui stiamo solo iniziando a vedere gli effetti sui prezzi. E’ perciò indispensabile che le amministrazioni più vicine alla cittadinanza e che portano la responsabilità più immediata della sua tutela divengano luoghi di promozione di quel conflitto sociale, che costituisce la sola possibilità di incidere sulle scelte dei governi, per produrre cambiamenti a favore delle classi subalterne.
L’ostinazione a pagare i carburanti quattro volte di più di quanto costavano prima delle sanzioni alla Russia rischia, per tutta l’Europa, ma soprattutto per un’economia fragile come quella italiana, di tradursi in un disastro sociale di enormi proporzioni.
Costruire oggi un programma per le prossime elezioni comunali del 2027, come sta facendo il PRC viterbese, a partire da quelle del capoluogo di Provincia, non può essere un esercizio ordinario di riproposizione di obiettivi fermi sulla carta, ma deve fare i conti con una situazione in cui come i NO alla guerra, al genocidio, allo stravolgimento della Costituzione, sono partiti e cresciuti dal basso, anche le Amministrazioni locali divengano strumenti di lotta per salvare e possibilmente riguadagnare diritti, che nessuno ha mai regalato alle classi popolari, ma sono stati conquistati con scioperi e conflitti.
La Federazione PRC della Tuscia discute perciò di un programma con obiettivi che debbono cominciare da subito a vivere nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli Enti Locali, dentro i quali per questo vale oggi la pena di stare.
