di Giuseppe Carroccia—-

Dopo il riuscito sciopero dei ferrovieri della settimana scorsa, con la ripresa delle scuole e la riapertura di fabbriche, aziende e uffici, riaprono anche le vertenze che nel nostro paese non si riesce a chiudere a causa della legislazione che ha indebolito le garanzie contrattuali.

A Fiumicino le lavoratrici e i lavoratori del servizio pubblico scolastico organizzati da Usb e Cgil hanno dovuto fare una partecipata manifestazione per avere la firma del contratto con la Minerva bus spa, la quale approfittando del cambio di appalto, voleva un minore numero di ore contrattuale, nonostante fosse rimasto invariato il capitolato di appalto con il Comune di Fiumicino che oltretutto spalleggiava l’azienda, nonostante la clausola sociale. Solo la mobilitazione e l’urgenza di garantire il servizio ha costretto l’azienda a cedere e a firmare. La furbata di effettuare all’ultimo momento il cambio di appalto che solitamente rende i lavoratori ricattabili stavolta gli si è ritorto contro.

Vertenza individuale invece quella che ha visto protagonista una dipendente invalida al 100% del punto di vendita Primark del Centro commerciale Roma Est. Dopo mesi di assenza causa una patologia severa è stata costretta a presentarsi al lavoro con il deambulatore. Gli è inoltre stato impedito di svolgere le proprie mansioni di cassiera e costretta a recarsi negli uffici interni. Solo la presenza di accompagnatori del sindacato Usb ha consentito alla lavoratrice, a cui era stato impedito di tenere il telefono, di uscire per comunicare che era stata comandata inspiegabilmente a un corso per la sicurezza. Alla stessa lavoratrice in passato era stato proibito di usare la sedia per svolgere la propria mansione. Il tentativo di allontanare dal lavoro le categorie protette è una pratica contro la quale occorre sempre vigilare: è uno di quegli aspetti in cui il diritto sulla carta deve sempre essere difeso con le unghie e con la solidarietà; va sostanzialmente riscritto con la lotta.

Infine una vertenza nazionale: i vigili del fuoco di Usb hanno proclamato lo stato di agitazione riguardanti le dotazioni al personale operativo del vestiario inadeguato che mettono a repentaglio la salute e espongono al rischio una categoria che già opera in condizioni spesso pericolose. Sui giornali recentemente erano finite le magliette che si laceravano a contatto con l’acqua. In particolare la situazione è critica per il personale femminile e per chi opera in ambiente montano. Oltretutto paradossalmente i Vigili del fuoco non possiedono la copertura Inail che renda possibile una casistica delle malattie professionali che quindi è parte della rivendicazione del Coordinamento nazionale.

Un autunno che si preannuncia sotto ogni aspetto e livello della vertenzialità molto movimentato visto lo stato pessimo a cui è costretta la classe lavoratrice in Italia. Il governo fascio leghista oltretutto sta buttando benzina sul fuoco con proposte ridicole e provocatorie come la recente sul bollo auto. Mercoledì 23 protesta davanti al Ministero delle Finanze contro il carovita: Avete la faccia come il bollo!

L’esasperazione per piccole e grandi ingiustizie, per l’inflazione, le bollette, i bassi salari e gli alti affitti , persino il vergognoso aumento dei ticket sanitari, incendierà i prossimi mesi. Un vero movimento può ripartire come lo scorso autunno. Non sarà un fuoco di paglia e certamente non saranno i pompieri a spegnerlo.