di Rete Tutela Roma Sud—-
Tre anni fa avevamo presentato un esposto in cui abbiamo sollevato pesanti interrogativi sulla regolarità dell’acquisto del terreno dell’inceneritore, da parte di AMA, per un importo di 7.462.275 euro:
👉 L’anomalia di ammissibilità del terreno: da luglio 2021, l’area era classificata come zona di “tutela integrale”, con fattori escludenti per la realizzazione di impianti di rifiuti e pertanto il terreno di Santa Palomba doveva essere escluso dalla selezione pubblica indetta il mese precedente. Incredibilmente, il 18 novembre 2022, la Città Metropolitana ha aggiornato il sistema dei vincoli rimuovendo tale tutela; nello stesso identico giorno, AMA ha proceduto alla firma del rogito notarile per l’acquisto.
👉 Mancato rispetto dei requisiti: L’area non rispetta le distanze minime dai centri abitati (1.000 metri) e dalle case sparse (500 metri) che la stessa AMA aveva stabilito come requisiti essenziali nel proprio avviso pubblico di giugno 2021.
👉 Vincoli e Trasparenza: Nonostante la presenza di vincoli archeologici e paesaggistici rilevati dai periti, l’iter è proseguito garantendo un prezzo doppio alla richiesta della parte venditrice
Una truffa da 7,5 milioni può essere condotta solo dal Presidente AMA, società sulla quale il Comune di Roma esercita il controllo analogo?
L’articolo dice chiaramente che il geometra doveva certificare un valore che gli è stato indicato dall’AMA stessa. È stato chiamato dal Presidente in persona?
Auspichiamo che il processo dia risposta ai tanti interrogativi che la vicenda suscita, comunque è grave che il Comune voglia proseguire senza aspettare che si accertino le responsabilità, o avviare un’indagine interna.
La norma giuridica penale è il limite dei poteri del Commissario Straordinario del Governo: neppure Gualtieri può violarla. Andare avanti nella realizzazione dell’inceneritore significherebbe violare la norma giuridica penale.
