di Massimo Pasquini—-
Il Comune di Roma si appresta a passare 500 immobili del suo patrimonio ad un fondo creato con Invimit.
Si tratta, in stragrande maggioranza di immobili, ad uso non abitativo.
Si punta alla cosiddetta “valorizzazione”.
Ma il Regolamento sui beni del patrimonio comunale approvato nel marzo 2025, sulla cui prima stesura dovettero intervenire pesantemente i sindacati inquilini di Roma, se non ricordo male, non prevedeva alcun passaggio di quote di immobili del patrimonio ad un fondo immobiliare e neanche citava la possibilità con Invimit.
E’ vero che per ora dal Comune e dall’Assessore alla “felicittà” (per i non romani l’Assessore al patrimonio e alle politiche abitative Tobia Zevi) giungono rassicurazioni sul fatto che il patrimonio di immobili ad uso abitativo e’ destinato ad alloggi sociali.
Ma questo non tranquillizza su possibili passaggi futuri, per ora limitati al non abitativo, che possano interessare anche le abitazioni del patrimonio comunale.
Intanto si e’ aperta una porta, con il passaggio dei primi 500 immobili non residenziali.
Ma in futuro e in caso di cambio di orientamento di questa amministrazione o di un’altra amministrazione comunale magari di destra?
Le “garanzie” labiali da parte del Comune o dell’Assessore alla “felicittà” non e’ che rassicurino molto visto la fine che hanno fatto le promesse che gli alloggi enasarco acquistati sarebbero stati assegnati alla graduatoria per poi finire ai bandi speciali.
Ed infine non mi rassicura neanche il Regolamento degli immobili comunali disponibili visto che pur non citando, lo ripeto, il passaggio di una quota di questi seppur, per ora, ad uso non abitativo a fondi immobiliari, ora questo avviene.
In fondo a Milano, Invimit ha gia’ messo le mani, questa volta, sulle case popolari del comune, Milano si sa e’ più avanti e fa strada.
